Molti appassionati di golf non riescono a rinunciare alla sua pratica. Spesso però il tempo è poco, il proprio circolo è lontano dall’abitazione e dal luogo di lavoro e così si è costretti a rinunciare alla voglia di mettere una palla in buca. La soluzione a tale problema però esiste: basta un giardino per costruire il proprio putting green personale e a chilometro zero.


Cos’è il putting green

Gli appassionati di golf non hanno di certo bisogno di spiegazioni, mentre per chi si è appena avvicinato a tale sport un piccolo ripasso non nuoce.

Il termine “putting green”, comunemente ridotto a “green”, indica la parte del percorso dove si trova la buca. Tale zona è caratterizzata da un manto erboso accuratamente rasato per permettere alla palla di rotolare; da tenere presente che il tipo di erba e di rasatura determinano la velocità di rotolamento e quindi la difficoltà della buca.

Il posizionamento della buca nel green non è sempre lo stesso, dando vita a tante esperienze di gioco diverse. La modifica, sul campo di gara, deve avvenire con il consenso dei giudici sportivi. Tale pratica, inoltre, permette di conservare meglio il prato.

La dimensione del green, la sua forma e la sua pendenza non sono fisse, ma vengono determinate per ogni buca nella realizzazione del campo.



Le fasi di lavorazione

Realizzare il putting green nel proprio giardino prevede diverse fasi di lavorazione:

· Scelta dell’area – È questo il primo passaggio. Per avere un green degno dei migliori campi gara la zona scelta deve avere terreno sabbioso, essere ben soleggiata, con un buon drenaggio e un buon passaggio d’aria.

· Il progetto - Secondo lo spazio a tua disposizione puoi scegliere se realizzare più buche o limitarti a un’unica buca. Se vuoi un green dove poter giocare anche di sera sono indispensabili le luci, che possono essere anche led posizionati lungo il suo perimetro. Da non sottovalutare il posizionamento di reti di protezione.

· Drenaggio – Fondamentale è il drenaggio dell’area dedicata al putting green. Da considerare bene, quindi, la pendenza del terreno e il posizionamento dei tubi di drenaggio. 

· Scavo e copertura – È importante preparare la base del green, scavando fino a 50 centimetri così da evitare la nascita di erba cattiva. Una volta eseguito lo scavo, bisogna compattare il terreno e quindi procedere alla sua copertura sovrapponendo ghiaia, sabbia e terriccio o pietrisco calcareo. Prima dell’aggiunta di un nuovo strato il terreno va sempre compattato.

· Posizionamento delle buche – A questo punto vanno posizionate le buche, secondo il numero e la posizione scelti.



Erba naturale o sintetica?

La scelta del manto di erba, se naturale o sintetica, dipende dalla possibilità di spesa e di cura del giardino. L’erba naturaleha un investimento iniziale basso, ma poi richiede una manutenzione costante: essa, infatti, deve essere annaffiata e rasata regolarmente. Se si fa questa scelta l’ideale è l’agrostide stolonifera, la più utilizzata nei campi da golf. L’erba sintetica, al contrario, richiede un investimento iniziale più alto, ma poi l’intervento richiesto è quasi nullo. Anche in questo caso, tra l’altro, si può ottenere un’ottima superficie, con esperienza di gioco analoga a quella del naturale e capace di soddisfare anche i golfisti più esigenti.

Ricorda l’attrezzatura

Su un vero putting green, anche se nel proprio giardino, non può mancare la giusta attrezzatura. Questa, tra l’altro, ti permetterà di migliorare il tuo tiro e di vivere un’esperienza completamente coinvolgente anche senza dover fare chilometri su chilometri.

Quando hai voglia di giocare a golf seriamente non ti accontentare del tuo giardino ma vieni al Golf Crema Resort. Ci trovi a Crema (Cr), in via Ombrianello 21, all’interno della splendida cornice rurale del Podere d’Ombriano nel Parco Naturale del Moso. Per informazioni chiamaci allo 037384500 o scrivici a info@golfcremaresort.com.